sabato, 21 novembre 2009

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sabato, 21 novembre 2009

Viareggio: Laboratori di informatica chiusi per “tagli”,
l’ eliminazione delle compresenze rende impossibile il loro uso.

Di Ilaria Lonigro da “Il Tirreno”

Ricordate la Scuola delle tre “i”? Lo slogan dell’ allora Ministro Moratti era efficace: impresa, Inglese e informatica. Nella riforma Gelmini, tra i tanti tagli, bisogna aggiungere quello delle “i”. L’ informatica ( e non solo quella), con la scomparsa delle compresenze, alle medie non si fa più. Tra il 1997 e il 2003 furono investiti 1.341miliardi di lire, pari quasi a 700 milioni di Euro, per dotare le scule di tecnologie informatiche e formare i docenti. Nel 2009, tra tagli al personale e decurtamento dell’ orario, i nuovessimi laboratori di informatica restano inutilizzati. Viareggio, Istituto Comprensivo Darsena. La Vice Preside Antonella Del Magro parla chiaro: << Con l’ eliminazione delle compresenze alle medie, non abbiamo più laboratori>>. La nuovissima aula di informatica, completa di conmputer e sofware, resta quasi sempre vuota, perchè i docenti non hanno più ore a disposizione per portarci i ragazzi. Ma non si taglia solo sull’ orario cosiddetto “Tecnologia”. Da quest’ anno, dietro front pure sul laboratorio motorio e musicale. << Abbiamo anche dovuto rininciare anche alle compresenze di educazione tecnica e matematica, fondamentali per il recupero>>, conclude amareggiata. << Quest’ anno siamo molto in difficoltà>>, conferma il preside di Marco Polo Viani, Pilade Ciardetti, e continua: << Non abbiamo più i laboratori di recupero e potenziamento: latino, italiano e matematica. Le riduzioni si fanno sentire anche alle elementari, ma elle medie il taglio è stato netto>>. Stesso discorso anche per l’ istituto comprensivo Centro Migliarina. << Non abbiamo più neanche il laboratorio per la seconda lingua comunitaria><, spiega il dirigente Massimo Dal Poggetto. A Torre del Lago sopravvivono i laboratori di Latino e Cratività, ma decisamente ridotti. I tagli alle compresenze sono solo un nuovo capitolo dell’ impoverimento della scuola. E a risentirne sono tutti i ragazzi, nessuno escluso. L’ addio alle compresenze significherà anche, tra qualche anno, ragazzi meno preparati alle superiori. Chiuso il capitolo delle tre “i” si pare quello delle tre “a”: AAA. Scuola Pubblica cercasi.



Scuola elementare Sbrana, il cortile è off-limits

Di Simone Pierotti da “Il Tirreno”

Viareggio. gare di velocità, partite di pallone, giochi all’ aperto come nascondino: per i bambini della scuola elementare << Leone Sbrana>> al Campo di Aviazione sono soltanto un desiderio, un sogno cullato ma irrealizzabile. il cortile dell’ Istituto porta con sé i resti dei lavori di ristrutturazione effettuati lo scorso anno. Detriti , perzzi di ferro arrugginiti, tombini in rilievo lo rendono pericoloso e inagibile. E così circa duecento bambini sono costretti a trascorrere la ricreazione e l’ intervallo tra le lezioni mattutine  e quelle pomeridiane rinchiusi nei corridoi. << Per un intero anno scolastico siamo stati ospiti alle Medie Jenco- racconta Rossana Bemi, una delle mamme che hanno i bambini iscritti alle << Sbrana>>- in quanto sarebbero stati effettuati i lavori di ristrutturazione dell’ edificio. Lo scorso settembre siamo potuti tornare al Campo di Aviazione proprio in prossimità della riapertura dell’ anno scolastico. E ci hanno riconsegnato il giardino in queste condizioni>>. Altro che cortile da Istituto elementare sembra di trovarsi in una discarica a cielo aperto. A fianco dell’ ingresso principale di via De Bosis giace un cumulo di secchielli, sedie e banchi rotti. Qualche metro più avanti, rintanato in un angolo, c’è addirittura un mascherone di cartapersta, ormai distrutto dall’ azione del vento e della pioggia. Per non parlare, poi, di un pancale dove sono stati abbandonati alcuni mattoni e della nuova caldaia della scuola, momentaneamente parcheggiata proprio in giardino. Quanto all’ erba, naturalmente eneanche a parlarne. Ma l’ inaccessibilità del cortile delle Sbrana non è solo un problema di decoro urbano o di manacato divertimento per i bambini. Il paradosso più grande riguarda, infatti, l’ incolunità degli alunni stessi. Secondo quanto prevede il piano di sicurezza, il punto di raccolta in caso di evacuazione dell’ edificio si trova alla sinistra dell’ ingresso principale: per le classi che si affacciano si via Taddei è raggiungibile attraverso le scale antincendio seppur passando tra alcuni tombini nei quali i bambini possono inciampare; per le altre, invece, è inaccessibile poichè dovrebbero passare da una zona recintata dai canonici nastri biancorossi, quindi interdetta. Altra nota dolente sono i cancelli delle entrate laterali: quello su via Filzi è appena accostato, dalla parte opposta ( ingresso da via Taddei) addirittura non c’è. In qusto modo, chiunque potrebbe entrare a proprio piacimento nel cortile della scuola. Tante sono state le sollecitazioni da parte degli insegnanti all’ amministrazione comunale in particolare all’ assessorato alla Pubblica Istruzione, affinchè intervenisse per risolvere la delicata questione. Una volta interpellati, però i diretti interesati- Assessori e tecnici del Comune- non hanno fatto altro che scaricarsi l’ un l’ altro la responsabilità
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mercoledì, 18 novembre 2009

Maestro unico? No grazie.
Elementari, tutti i genitori hanno scelto più insegnanti.



Di Ilaria Lonigro  da “Il Tirreno”

Viareggio boccia il maestro unico.
Dopo le polemiche sulla riforma Gelmini, facendo il punto sugli effetti che la legge ha avuto sulla scuola in città si scopre un dato interessante. I genitori che per il 2009/10 hanno chiesto un solo insegnante per i figli si contano sulle dita di una mano. Nessuna delle 12 elementari, insomma, ha conosciuto il temutissimo salto indietro nel tempo. Lo dicono i presidi in coro: << Nessuno ha chiesto le 24 ore>>. Con un’ eccezione, che non ha dato alcun risultato: << Su 56 nuovi iscritti, abbiamo ricevuto 2 domande per le 24 ore, cioè per il maestro unico>>, dice il preside dell’ Istituto comprensivo Centro Migliarina, Massimo Dal Poggetto. I genitori non vogliono il maestro unico. E le scuole? << Il dirigente piò prevedere anche un maestro prevalente, invece che un maestro unico. Insomma può essere a sua discrezione, una volta avuto l’ organico>>, dice Annalisa Misuri, preside degli Istituti Lenci e Torre del Lago. << Il maestro unico deve insegnare anche inglese e religione cattolica. Noi non abbiamo questo tipo di persone>> dichiara Maria Gaetana Mazzone, preside del secondo circolo. E la segretaria dell’ istituto Marco Polo Viani: << Come scuola abbiamo protestato molto contro il maestro unico: Però siamo stati costretti a fare un maestro prevalente, anzi direi”molto prevalente”. Ce l’ hanno tutte le classi, a causa dei tagli al personale>>. Il maestro prevalente è quello che, da quest’ anno, hanno tutte le classi prima di Viareggio. Insegna ogni materia, tranne inglese e religione, per le quali è “coadivato da specialisti”, cone spiega Maria Gaetana Mazzone. Dall’ Italiano alla Matematica , dalla Geografia all’ Educazione Artistica, il maestro prevalente si rivela una declinazione del maestro unico. Allo stesso tempo, da quest’ anno scompaioni le compresenze. Con le conseguenze non sempre positive: vengono sacrificate delle attività, ad esempio quella informatica. Alle elementari Sbrana, tanto per fare un esempio, il nuovissimo laboratorio informatico resta praticamente inutilizzato.
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venerdì, 06 novembre 2009

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giovedì, 05 novembre 2009

Viareggio: diritto allo studio sistematicamente violato,
lo dicono i presidi!!!



L'ultima riforma: tagli alle lezioni
di Ilaria Lonigro da Il Tirreno ediz. Versilia

VIAREGGIO. Passi che i presidi si trovino costretti a chiedere un contributo ai genitori per comprare carta e saponi, ma cosa succede se le scuole non riescono più neanche a garantire ciò per cui sono state istituite, ovvero le lezioni?
La triste favola è una storia dei giorni nostri, in una città che lontana non è. Viareggio, dodici scuole elementari e cinque scuole medie.
È un'emergenza: trovare i supplenti. Con la riforma Gelmini, tanti posti sono stati tagliati e l'orario di maestri e professori ridotto.
Le compresenze diminuiscono o spariscono, l'ora di attività alternativa alla religione diventa un vuoto da riempire e scompare l'orario eccedente, quello utilizzabile per fare supplenza.
In poche parole, se gli insegnanti si assentano, le lezioni rischiano di saltare, anche per lunghi periodi.
Si diffondono così pratiche tanto necessarie quanto ingiuste. Raggruppamento di più classi senza docente, smistamento degli allievi, uscita anticipata o entrata posticipata.
«Ricorriamo a tutte queste soluzioni, a seconda della situazione. A volte anche a un'altra: lo studio assistito, quando i ragazzi stanno in biblioteca con la bibliotecaria e leggono o studiano» - dice Pilade Ciardetti, preside di Marco Polo-Viani e Vassalle.
«Alle elementari - continua il preside Pilade Ciardetti - sfrutto la compresenza residua, o faccio entrare dopo, cerco di evitare di dividere le classi. Invece, alle scuole medie questo succede più facilmente. Abbiamo solo 30 ore di insegnamento frontale e l'organico va a coprirle esattamente, non c'è neanche un'ora a disposizione delle supplenze».
Fino all'anno scorso il cavallo di battaglia del circolo Marco Polo erano proprio le ore in più, destinate all'approfondimento e al rinforzo dei ragazzi meno sicuri. Adesso si fatica ad assicurare la lezione normale.
«La situazione è sicuramente peggiorata, soprattutto alle elementari. La mia intenzione - conclude il preside Pilade Ciardetti - è poter offrire un servizio, non parcheggiare i ragazzi».
Antonella Del Maggio, vice preside dell'istituto comprensivo Darsena: «Distribuiamo i ragazzi nelle altre classi, anche per assenze lunghe».
«Quest'anno - continua - la riforma ci ha tolto le compresenze ed ha diminuito l'orario dei docenti. Non abbiamo insegnanti per gli straordinari».
Così, anche Maria Gaetana Mazzone, preside del secondo circolo: «Abbiamo problemi a trovare i supplenti e nei casi estremi siamo costretti a dividere gli alunni».
«Alle scuole medie raramente chiamo qualcuno per supplenze inferiori ai 13 giorni» - dice Massimo Dal Poggetto, preside dell'istituto Centro Migliarina.
«Come ultima spiaggia gli alunni vengono smistati, qualche volta anche alle scuole elementari. Non vorrei arrivare a ridurre l'orario - dice il preside Massimo Dal Poggetto - e durante l'ora alternativa alla religione i bimbi fanno studio assistito, perché non abbiamo altre risorse per poterla fare».
Annalisa Misuri, dirigente degli istituti comprensivi Lenci e Torre del Lago, conferma: «La situazione è molto gravosa. Non procedo mai alla riduzione dell'orario alle elementari, perché non è legittimo, ma in casi eccezionali devo ricorrere allo smistamento delle classi, stando attenta al fatto che non ci siano più di 25 alunni per classe».
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domenica, 01 novembre 2009

Se gli insegnanti mancano
gli alunni vengoni smistati come pacchi;
i cobas diffidano le scuole.



Lucca, 9 ottobre 2009
 Ai Dirigenti Scolastici
Alle R.S.U.
Al personale docente e ATA
Scuole provincia di Lucca


Oggetto: smistamento alunni nelle altre classi in occasione delle assenze dei docenti. 

Si è avuta notizia che in occasione delle assenze di un docente, in molte scuole si procede a smistare gli allievi nelle altre classi.
Ricordiamo a tutti che tale pratica è illegittima. A sostegno di tale pratica illegittima, e oltremodo antididattica, talvolta i dirigenti scolastici, o chi per loro, usano l’argomentazione che i docenti della scuola sarebbero corresponsabili della vigilanza di tutti gli allievi dell’Istituto, e non solo delle loro classi. Sappiamo tutti, e non è il caso di dimostrarlo, che ogni docente è responsabile soltanto degli allievi delle classi in cui esercita l’attività didattica, perché è un insegnante, non un vigilante. Oltretutto smistare allievi nelle altre classi costituisce molto spesso un’infrazione delle norme riguardanti la sicurezza sull’edilizia scolastica. Infatti secondo la norma un’aula dalle dimensioni standard non può contenere più di 26 persone compreso il docente.
Tutti sappiamo che la mancanza di vigilanza e di sicurezza è l’effetto della politica finanziaria di questo Governo: evidentemente non basta la perdita di titolarità di molti docenti, non basta l’aumento del numero degli alunni per classe, con oggettivo aumento del carico di lavoro e di responsabilità, non è sufficiente la perdita del diritto (dei docenti, ma anche degli studenti) alla continuità didattica; adesso al danno si vuole unire la beffa.
Si noti che questa pratica, cui si è fatto ricorso negli anni scorsi anche nelle scuole elementari e dell’infanzia, è un vero e proprio insulto alla qualità e all’efficacia dell’attività didattica.
A tale pratica si deve aggiungere anche la prassi (sempre illegale ed illegittima) ormai istituzionalizzata in tantissime scuole medie e superiori, di prevedere l’ingresso posticipato e/o l’uscita anticipata in ragione di giustificate e legittime assenze degli insegnanti per i quali non si provvede alla sostituzione né con personale in servizio né con la nomina di personale supplente. Si risolve il problema in maniera molto semplicistica: “si riducono le ore di lezione” cui i ragazzi e le ragazze hanno pieno ed assoluto diritto.

A tal proposito è opportuno richiamare la nota ministeriale del  29 aprile 2009 del  Direttore generale del Miur dott.ssa Maria Domenica Testa, che si esprime nei seguenti termini:
“ Una prima richiesta riguarda la possibilità di conferire supplenze brevi anche nel caso in cui la scuola abbia esaurito sia l'assegnazione base sia l'integrazione entro il limite massimo del 50% della somma corrispondente all'assegnazione base, assicurate in sede di formulazione delle indicazioni per la predisposizione del programma annuale.
In proposito, si ritiene opportuno ribadire quanto già rappresentato con nota prot. 3338 del 25 novembre 2008, e cioè che - ferma restando l'esigenza di contenere il conferimento delle supplenze nella misura del possibile - va comunque assicurato l'ordinato svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento, giacchè il diritto allo studio va in ogni caso garantito.
Il diritto allo studio non è garantito né con lo smistamento degli alunni, né con l’uscita anticipata o l’entrata postcipata degli stessi

Diffidiamo pertanto
l’Amministrazione scolastica dal mettere in atto sia lo smistamento degli allievi, sia il raggruppamento di più classi senza docente, sia l’uscita anticipata e l’entrata posticipata e invitiamo a nominare supplenti anche per periodi inferiori ai 15 gg, come chiarito dalla nota ministeriale del 6.10 .09. Suggeriamo, inoltre, ai colleghi e alle colleghe che dovessero ricevere l’invito orale ad accogliere nella propria classe allievi di altre classi, a formulare subito una rimostranza scritta ai sensi dell’articolo 17 del Testo unico n. 3 del 1957, chiedendo che l’ordine sia reiterato per iscritto, e qualora ricevessero la reiterazione dell’ordine, ad aprire immediatamente una vertenza, con la richiesta di conciliazione all’Ufficio del lavoro.  Dobbiamo segnalare nel registro di classe se vi siano comportamenti che arrechino disturbo alla lezione e rendano difficile l’attività didattica.

Come docenti dobbiamo avere chiaro che tollerare tale pratica significa favorire la trasformazione della scuola da luogo istituzionale dell’istruzione a parcheggio per giovani. 

Per i COBAS Scuola
Prof. Gennaro Capasso

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giovedì, 29 ottobre 2009

Testo ufficiale integrale del Disegno di legge in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio.
Scaricalo cliccando qui
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mercoledì, 28 ottobre 2009

L'ennesima favola della Gelmini e la cruda realtà:
ecco come l'avvocatessa bresciana favorisce la meritocrazia!


Il bonus per chi si è diplomato con 100 e lode
cala da 1000 a 650 euro


Il fondo è stato decurtato. E rischia di scendere ancora.

Maturità, beffa per i super bravi premio ridotto e anche tassato.



di Salvo Intravaia   da Repubblica.it

Mentre da un lato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini parla di valorizzazione del merito, dall'altro dimezza l'unico incentivo esistente a favore degli studenti italiani che si distinguono per bravura. Quest'anno, infatti, i quasi 4mila ragazzi che hanno ottenuto il massimo dei voti alla maturità (100 e lode) dovranno accontentarsi di appena 650 euro, che per di più saranno anche tassati. I compagni che hanno conseguito il diploma nel 2008 sono stati decisamente più fortunati: mille euro netti da spendere per viaggi d'istruzione, accesso a biblioteche e musei, ammissione a tirocini formativi ed altro.


A determinare l'alleggerimento dell'assegno per i cervelloni è stato il taglio del fondo destinato alla valorizzazione delle eccellenze, che passa complessivamente da 5 milioni a 3 milioni e 800 mila euro. Il premio fu istituito nel 2007 dall'allora ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, in occasione della riforma degli esami di stato. Ma i primi beneficiari furono gli studenti della maturità 2008.

Il riconoscimento viene assegnato agli studenti che si diplomano con 100 e lode ma anche a coloro che conseguono buoni piazzamenti nelle competizioni nazionali e internazionali, come le olimpiadi (della Matematica, della Fisica o di Informatica), i Certamen o i Kangourou, per citarne alcuni. L'intero budget viene suddiviso in due quote: un terzo va alle competizioni e due terzi ai diplomati con 100 e lode. Questi ultimi, nel 2009, si sono divisi poco meno di 2,5 milioni. L'anno precedente i milioni furono 3,9.

A fare la parte del leone, quest'anno, sono gli studenti delle regioni meridionali, 2.049 su 3.963, che si aggiudicano il 52 per cento dei premi. Il record spetta alla Puglia che presenta 617 eccellenze. Studenti più bravi o prof particolarmente generosi? Al Nord vanno solo 29 assegni su 100 e al Centro 19 su 100. Le somme saranno accreditate alle scuole e toccherà ai presidi stabilire sotto quale forma assegnarle agli studenti.

Intanto, una nota dell'Agenzia delle entrate fa sapere che, per come sono erogati, i singoli importi vanno tassati come reddito da lavoro dipendente. "Il pasticcio di oggi - protesta Luca De Zolt, portavoce della Rete degli studenti - mette in luce come non si possa più procedere sul diritto allo studio con interventi una tantum: il bonus eccellenze non è la soluzione. I problemi rimangono ampliamente irrisolti per mancanza di soldi".
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domenica, 25 ottobre 2009

Stagi allagato e degradato

di Luca Basile   da "Il Tirreno"

Guarda le immagini dal sito de "Il Tirreno"

PIETRASANTA
Recinzioni cadenti, materiale ammassato, un cantiere a cielo aperto, mentre tutto intorno sa di provvisorio, di occasioni perse. Le scuole Stagio Stagi sono un ricettacolo di indifferenza da parte degli enti preposti, di lavori a rilento, di studenti che, esasperati, una volta occupata la scuola fanno sventolare dalle finestre striscioni irridenti come "il tetto dello Stagi è più bucato dell'Emmental".


Il tutto con una premessa: le Stagi, 310 studenti fra medie e superiori, dal punto di vista didattico funzionano e i docenti sono una garanzia, ma è il contesto a rendere tutto più difficile, complicato. «Per fare disegno dal vero dovremmo utilizzare i laboratori appositi ed invece siamo costretti ad esercitarci in un ufficio. Non è la stessa cosa» raccontano alcuni studenti delle classi superiori che da alcuni giorni hanno, come detto, occupato un'ala dell'edificio. «Dal punto di vista strutturale la situazione è seria, per taluni versi drammatica. Le infiltrazioni dal tetto sono una costante: rigagnoli d'acqua che finiscono per rendere umidi gli ambienti quando va bene ed allagarli quando la pioggia si fa più intensa. Analogo problema lo riviviamo nella palestra che anche due giorni fa era inagibile. E sempre sopra la palestra sono stati installati, tempo fa, dei pannelli solari ancora oggi inutilizzati: perché?».

La lista della spesa e dei disagi, è lunga. «I servizi igienici, in molti casi, sono sprovvisti di porte. Mancano le mattonelle ed anche dal punto di vista della pulizia non sono proprio il massimo. L'impianto elettrico è carente, i vetri delle finestre, forse perché datate, al minimo refolo di vento vibrano e in alcune aule non ci sono i pavimenti: in pratica il piano di calpestio è ancora oggi la gettata originaria. Vogliamo poi parlare dei laboratori? La situazione, sempre quando piove, è disarmante con ambienti - continuano gli studenti - inutilizzabili, perché allagati. Con il preside ci confrontiamo: fa quello che può, le competenze, infatti, per i lavori non fatti, sono di Provincia e Comune. Giorni fa solo per caso nessuno si è fatto male quando si sono frantumati dei vetri lungo un corridoio. C'è una sensazione di precarietà diffusa e di stato d'abbandono che penalizza in modo pesante la scuola e, soprattutto noi studenti».
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venerdì, 23 ottobre 2009

Pioggia nella aule della scuola Lenci.
Genitori furibondi: “Riparate il tetto o i bimbi restano a casa”

Viareggio.
Arriva l’ acqua piovana in due aule al primo piano delle scuole elementari Lenci al Varignano. Ieri mattina la preside Annalisa Misuri ha spostato gli alunni al piano terra della scuola, in attesa che i tecnici del Comune intervengano per prendere visione della situazione e riparare al più presto il tetto. I genitori sono furibondi : << Fino a quando non saranno eseguiti i lavori- dicono- non porteremo i nostri figli a scuola>>. A segnalare il guaio sono state due mamme, Serena Simonetti e Katiuscia Zanchi, che quando hanno accompagnato i figli a scuola hanno appreso che la pioggia caduta nella notte aveva provocato questi problemi. La preside misuri aveva fatto presente già da tempo la situazione al Comune, ed ha avvertito immediatamente il geometra Luigi Frediani della pioggia che era caduta nelle due aule. << Un intervento è stato già effettuato tempo addietro- dice la preside- evidentemente c’è la necessità di un’ ulteriore verifica che a questo punto potrà essere fatta solo con il cielo sereno. Intanto, per evitare rischi agli alunni abbiamo eciso di trasferirli al piano terra e interdire la zona>>.


Roy Lepore   “Il Tirreno”
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martedì, 20 ottobre 2009

Sesso, droga e bullismo nelle scuole di Viareggio

VIDEO-INCHIESTA di Viareggino.com


Durante i giorni di occupazione, con microfono e videocamera, abbiamo fatto un giro delle scuole superiori di Viareggio e, insieme ad alcuni studenti abbiamo analizzato temi scottanti quali sesso, droga e bullismo.

Molti sono stati coloro che ci hanno resi partecipi di quello che accade all’interno delle scuole, ma al momento di parlare davanti ad una videocamera, sebbene tranquillizzati dal fatto di avere il viso oscurato, si sono immediatamente tirati indietro.

Ad ogni modo siamo riusciti a farci raccontare da alcuni di loro, esperienze e situazioni che vivono quotidianamente.

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Vedi la 1° parte della VIDEO-INCHIESTA

Vedi la 2° parte della VIDEO-INCHIESTA

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La sicurezza nelle scuole è un tema scottante per gli istituti scolatici di oggi.
Viareggio non è una metropoli, non è una grande città, eppure anche nella nostra cittadina, alla fatiscenza degli edifici si aggiungono anche bullismo, droga e baby-prostituzione.

I tempi non sono più quelli di una volta, le generazioni cambiano.

I “nuovi” adolescenti conoscono il sesso, per loro non è un tabù.
Lo conoscono, lo praticano, giocano, si divertono.

A scuola ci si scambia video di compagne nude o semi nude.
I video passano dai telefonini alla rete come se nulla fosse, sembra tutto normale.

Tra i banchi di scuola, le ragazzine si prestano ad avere relazioni sessuali con i loro compagni che le riprendono con i telefonini mentre consumano un rapporto: “l’importante è che non si veda il viso”- si assicurano.
Basta un sms per mettersi d’accordo sull’orario e il luogo d’incontro ed è fatta.
A volte accade nei bagni, alcune volte nelle palestre, ogni posto va bene.

Praticano sesso in modo incontrollato e nella maggior parte dei casi senza protezioni.
Non si preoccupano del propagarsi di malattie, “c’è molta disinformazione” dicono alcuni coetanei.

Gli insegnanti non si accorgono di niente, o “fanno finta di non accorgensene” –commentano i ragazzi. “hanno paura. Sapete cosa succede a volte quando un alunno prende un brutto voto?”
“No” rispondiamo.
“Alcuni alunni si scagliano contro gli insegnanti, a volte li prendono per il collo e i professori, per paura, aumentano il voto.”

Anche il bullismo e la violenza sono diventati un problema di sicurezza e di ordine nelle scuole.
I bulli, in genere ragazzi, sono aggressivi ed impulsivi, ed esercitano la loro forza e prepotenza su soggetti deboli (non solo coetanei ma anche adulti). Esiste però anche un bullismo femminile che si manifesta quasi sempre mediante violenza psicologica.

Al bullismo si affianca poi la droga: hashish e marijuana sono compagni di scuola di molti ragazzi delle Scuole superiori.

Lo spaccio di droghe e di erba avviene anche all’interno della scuola. Alcuni ragazzi comprano grandi quantità di stupefacenti per poi rivenderla ai loro compagni di scuola. Prima, durante e dopo le lezioni

Gli studenti conoscono le conseguenze dell’utilizzo di tali sostanze ma commentano “le usiamo abitualmente, non ne abusiamo”

E i genitori o gli insegnanti se ne accorgono?
A scuola nessuno vede anche se i ragazzi dormono sui banchi o sono stralunati.
A casa i genitori non notano nulla, nemmeno se c’è un odore di alcol o di cannabis da stare male.
È come se la società si tappasse gli occhi .
“E’ una schifezza” lo dicono gli studenti stessi.


Pagina tratta da www.viareggino.com
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domenica, 18 ottobre 2009

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COMITATO GENITORI E INSEGNANTI VERSILIESI PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Firma l'Appello

 

CALENDARIO APPUNTAMENTI

21 Ottobre ore 21.00

Sede Arci Versilia
via Regia 68 - Viareggio
ASSEMBLEA CON I PRESIDENTI DEI CONSIGLI D'ISTITUTO DELLA VERSILIA